VOLEVO FARE IL MUSICANTE

Volevo fare il musicante.
Ero un pessimo compagno. Non avevo idea di cosa significasse occuparmi degli altri. Avevo solo voglia di suonare e di farmi i fatti miei.
Troppo stressante stare appresso alle vite altrui. A me di tutti quelli che non ero IO non me ne importava proprio nulla! Pensavo solo a quello che interessava a me e del resto… ma chi se ne fregava!

Era sbagliato? Ma perché tutti stavano a criticare il fatto che fosse sbagliato? Chi l’ha detto che si debba necessariamente essere altruisti.
E poi, io non ne ero capace. Lo so che non ero e non sono capace. Non voglio neppure che qualcuno si occupi di me, per potermelo poi rinfacciare.
Credo che quando starò male, quando non sarò più indipendente, mi sceglierò un mattino di sole e appenderò la corda al noce di casa.
La farò finita così! Che male c’è? Sono o non sono padrone della mia vita?
Per cui, a questo punto, fatevi da parte, statemi alla larga. Cosa ve ne dovreste fare di uno stronzo come me?
Ora imbraccio la chitarra e non voglio sentire una mosca per almeno un paio d’ore. Il tempo di buttarmi in sala prove. Chiamatemi solo per un rum.
Non voglio neanche farmi fare un massaggio, sono rilassato così, sto benissimo se nessuno mi rompe le scatole!
Io sono solo un egoista puro e quindi, fatemi la cortesia, di non rompere il K….!

Il testamento di quel rottame ch’era diventato mio padre era stato più o meno così. Lo trovai quando non c’era più il noce dietro casa e neppure la casa, quand’ero grande per poterlo leggere ma non tanto per poterlo capire.
Chi era stato quello stronzo? Forse non lo sapeva neanche lui. Quanto male aveva procurato, non solo a me ma soprattutto a mia madre?
Lo aveva capito tardi? Non c’era mai arrivato?

Mio padre… E chi è un padre? Cosa fa?

Uno come lui probabilmente non lo voleva neanche il padreterno!
A meno che non lo facesse suonare la domenica. Con la chitarra, senza esagerare, sapeva il fatto suo.
A livello umano, invece, era un totale analfabeta.

Anni di scuola di recupero non sarebbero bastati. Lui non voleva nemmeno imparare.
Ma io volevo essere diverso. Io non avevo neanche la chitarra. A me la chitarra, a dirla tutta, faceva cagare!

TO BE CONTINUED…

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Bello, emozionante.

    1. Merci.
      È un racconto a “puntate” e si ricollega a quello precedente.
      Continuerà… 😉

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