Su una strada di parole, mi sono imbattuta in Cosimo Mirigliano.

O meglio, mi sono imbattuta nel suo ultimo libro, un giorno per caso. E dato che provo una profonda ammirazione per chi ha deciso di buttarsi nel mondo dell’editoria e di proporre al vasto pubblico dei lettori un proprio scritto, l’ho subito comprato e letto. Dopodiché mi sono messa in contatto con l’autore e ho pensato di farvelo conoscere, oltre che presentandovi le sue due opere, di cui auspico vi facciate un’idea personale diretta, accennando alle sue letture. 

Cosa legge uno scrittore, mi incuriosisce morbosamente e quindi è di questo che ho chiesto a Cosimo di parlarmi.

“Di libri, che mi hanno lasciato un’emozione, un ricordo o anche semplicemente una riflessione, ce n’è più di uno” dice, “ma un romanzo che appena iniziato, mi ha rapito, incatenato alla sua storia, al suo dramma e ai suoi personaggi è senza ombra di dubbio La casa degli spiriti di Isabel Allende”. In molti vi troverete in linea con questa scelta, immagino. Anche io ho adorato questo libro.

Ma per farvi conoscere un po’ di più Cosimo, mi sembra anche giusto accennare al fatto che è nato a Caulonia, piccola località della Costa Jonica Calabrese, nel 1979.  Di professione fa l’architetto e per il suo lavoro viaggia spesso tra Londra, Milano e Roma, portando con sé nel suo zaino un classico di Dostoevskij: I fratelli Karamazov, di cui dice: “Nonostante si tratti di un bel tomo, difficile da leggere nella classica modalità “tutto d’un fiato”, mi piacciono le vicissitudini di questi fratelli così particolareggiati.”

E tra un impegno di lavoro e l’altro e la routine della vita quotidiana, trova del tempo per dedicarsi con dedizione alla sua grande passione: la scrittura.

Muove i primi passi nel mondo dell’editoria nel 2004, quando viene pubblicata la sua poesia: La notte. Nel 2007 sarà la volta di Stasera – 10 settembre 2005. Entrambe edite da Aletti. 

Sempre nel 2004 partecipa allo spettacolo teatraleI fisici, tratto dall’omonima commedia grottesca del drammaturgo svizzero Friedrich Dürrenmatt, in cui si ritrova a impersonare l’infermiere McArthur.

La sua inclinazione all’arte si manifesta quindi su piani diversi.  Dall’esposizione in versi, all’espressività teatrale, Cosimo trova il modo di esprimere se stesso, mostrarsi all’altro senza filtri, placare le sue inquietudini. Giunge così alla scrittura in prosa.

Nel 2016 esordisce con il romanzo Due corpi, una sola mente, edito da Cavinato Editore International.

E nel 2019 presenta il suo secondo lavoro: L’estate interrotta, edito da PubMe.

Cosimo non smette ovviamente di leggere e quando per colmare la mia smisurata curiosità gli chiedo quale titolo non ha mai ancora letto ma sente di dover assolutamente prendere in mano per riempire quel posto vuoto nella sua personale scansia interiore, risponde “La Divina Commedia”. 

Di tempo ne richiederà molto questa lettura, Cosimo, e il mio invito è di continuare a scrivere e pubblicare. La mia invadenza di lettrice accanita, mi ha portata a domandarmi: “Cosa scriverai tra vent’anni?”.

2019. L’estate interrotta.

 “Una lacrima si poggiò sulla guancia di Carlotta, come quando una goccia di rugiada scivola da un petalo di rosa fin sulla foglia sottostante. Sembrava la stessa che la prima notte aveva dato inizio a tutta quella storia.” 

 “Un cenno fortuito, un’occhiata furtiva, un luccicone fulgido può essere un indizio univoco per l’avvio di un rapporto di ostilità, amore, amicizia. Un viaggio, invece, può essere arginato o portare a una sequenza di fatti: Gabriel, Carlotta e Samuel attraverseranno l’aeroporto di Orio al Serio, in fila indiana, per conquistare l’avventura che cambierà definitivamente il corso dei loro vent’anni. Fronteggeranno quello che solo una città come Londra potrà elargire o tendenzialmente estromettere. Una voglia smodata di mettersi alla prova garantirà loro un’esperienza che nessuno aveva messo in conto prima di calpestare il suolo inglese; e solo quando vivranno la medesima quotidianità capiranno dove e come hanno preso un abbaglio. Equivoci e inesattezze che ognuno di noi potrebbe commettere.”

2016. Due corpi, una sola mente.

“Dopo una notte di birra e sigarette Giacomo si sveglia da solo nel letto che per sette anni ha diviso con Gaya. Oggi sarebbe stato il loro anniversario, e pensare che c’è chi dice che non vale la regola del settimo anno.”

 “Giacomo, giovane architetto precario, ha abbandonato la casa dei suoi genitori nel sud Italia 10 anni prima per trasferirsi a Roma. Dietro quella partenza si nasconde un mistero. Giacomo infatti ha scelto di andarsene per sfuggire a un dolore profondo, che lo porta ad entrare in perenne conflitto con se stesso e con chi lo ama. In una città di caos e vitalità, incontri casuali e profonda solitudine, il nostro protagonista affronta un percorso difficile verso la sua rinascita, accostato da tre personaggi che gli fanno da contrappunto. Luca, l’amico dello sballo, rappresenta la sua anima più distruttiva. Arturo, da personaggio dai tratti ambigui che vive nell’ombra di Giacomo, diventerà a poco a poco una figura cruciale per lo snodo della storia. E infine l’unica donna del gruppo: Gaya. Solare e briosa, rappresenta la parte morale di Giacomo, che malgrado lo ami profondamente sarà costretta a lasciarlo per non farsi annientare. Il romanzo ha inizio proprio con la partenza di Gaya, e in un gioco di flashback racconta l’arduo tragitto di Giacomo per ricomporre il puzzle della sua esistenza, e creare un nuovo possibile avvenire.”

Tutto il “virgolettato” è citazione  o riproduzione testuale di brani delle opere presentate sul blog e ha esclusivo scopo di critica, discussione e ricerca nei limiti stabiliti dall’art. 70 della Legge 633/1941 sul Diritto d’Autore. Per eventuali rettifiche e per segnalazioni si prega di inviare una e-mail all’indirizzo: cosedilibri@cosedilibri.it

Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Mi piace perché “racconta” una storia. La prosa è fluida, scorrevole, lineare come solo un architetto può fare. Si sente il ritmo della vita, un cammino a volte incalzante, che lascia spazio alla poesia, come solo un poeta può vedere. È un libro da leggere per ritrovarsi.

    1. Grazie Rosario, sono d’accordo su quanto hai scritto. E spero che tu ci segua ancora qui su CoseDiLibri!

  2. Ho letto entrambi i romanzi e li ho apprezzati davvero tanto. Nonostante non c’entrino niente l’uno con l’altro, potrei quasi consigliare alla mano geniale di Cosimo di creare un terzo per terminare una trilogia. Nel primo Roma, nel secondo Londra. Ci starebbe bene una piccola cittadina del nostro sud Italia. Entrambi molto, molto belli. E i personaggi sembrano fatti di emozioni vive e non di inchiostro. Con due finale di altissima sorpresa. Buona lettura a tutti.

    1. Grazie per il tuo contributo, Sandro. Il primo libro non l’ho ancora letto ma sono molto curiosa e lo farò presto.

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