Jules e Jim

Siamo chiusi in casa, lo so. Può far schifo, lo so. Il tempo si è dilatato o forse ci siamo resi conto che non basta ancora. A me piace vivere con lentezza, ma da quando lavoro stabilmente, i miei ritmi si sono accelerati. Cerco persino di ottimizzare i tempi, così – seppure sempre amante della parola scritta su carta – già prima di questo periodo di stasi, ogni tanto avevo preso ad ascoltare qualche audiolibro, mentre cucinavo o lavoravo la lana. All’inizio ero un po’ scettica, mi dicevo che non sarebbe mai stato come sfiorare e sfogliare (mi rendo conto solo adesso della meravigliosa etimologia di questi due termini, da fiore e foglia…) le pagine di un libro, poi però, consapevole di quanto mi piacesse ascoltare qualcuno che leggesse proprio per me, ho ceduto. Vuoi mettere chiudere gli occhi e immergerti nella “lettura”? Potevo continuare a sognare, una delle mie attività preferite, lasciando vagare lo sguardo dentro e fuori.

E così, questo mese ho intrapreso l’ascolto di Jules e Jim, che inseguivo da tempo. Sicuramente qualcuno di voi conosce il film che Truffaut ne ha tratto nel 1962, suscitando grande scalpore. Lo guarderò; in genere, anche quando è disponibile la trasposizione cinematografica, io preferisco prima dedicarmi al libro, così il film me lo giro da sola. Perciò ho iniziato a passeggiare con i protagonisti per le vie di Parigi e per le stradine di sconosciuti villaggi tedeschi, con la voce vellutata a cadenzare i passi, le fisarmoniche nostalgiche di sottofondo… A parlare con loro di arte e poesia, a conoscere e vivere storie e avventure brevi o lunghe una vita, chissà. Fino a quando i due incontrano Kathe. E vivono con lei, lei che è il loro vertice – e il loro vortice – una storia travolgente, non convenzionale, che lascia storditi.

Pare ci sia molto di autobiografico in questo romanzo e penso che questo signore qui, Henri-Pierre Roché, abbia avuto parecchio da raccontare. Di passione, di amicizia e amore, di libertà. Credo, infatti, che ci mostri senza pudore o stereotipi, in maniera semplice e sublime quanto tali concetti, astratti eppure così totalizzanti, rappresentino il fulcro stesso della nostra esistenza.

Quante forme può assumere, dunque, l’amore? E l’amicizia, è forse una faccia di questo sentimento tanto grande da non poter essere contenuto, nè spiegato, nè conformato? Quanto ci sentiamo liberi di amare e lasciare amare, senza vincoli, nè pretese? Tante domande, e tanto ancora da leggere e vivere sull’argomento…

“L’amore e l’indifferenza si alternavano in loro. Era quest’ultima a guadagnare terreno. Ma l’amore quando c’era travolgeva tutto. Kathe aveva detto: “Si ama pienamente per un attimo solo.” Quell’attimo ritornava sempre. “L’amore è una sanzione che gli uomini applicano a sé stessi.” – aveva detto Jules.”

Titolo originale: Jules et Jim

Autore: Henri-Pierre Roché

Editore: Adelphi

Eccoli a voi, godeteveli: Jules e Jim

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Sale

    Merci beaucoup! 😊

  2. Ale

    Non conosco l’autore ma la recensione fa venir voglia di leggerlo (o ascoltarlo, in questo caso).
    Bravò!

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