IL CORPO DELLE DONNE

IL CORPO DELLE DONNE

“Senza una ragione evidente, cominciai a guardare con attenzione le donne lungo lo stradone… Vidi nitidamente le madri di famiglia del rione vecchio. Erano nervose, erano acquiescenti. Tacevano a labbra strette e spalle curve o urlavano insulti terribili ai figli che le tormentavano.Si trascinavano magrissime, con gli occhi e le guance infossate, o con sederi larghi, caviglie gonfie, petti pesanti,le borse della spesa, i bambini piccoli che le tenevano per le gonne e che volevano essere presi in braccio. E, Dio santo, avevano dieci ,al massimo vent’anni più di me. Tuttavia parevano aver perso i connotati femminili… Erano state mangiate dal corpo dei mariti, dei padri, dei fratelli, a cui finivano sempre più per assomigliareQuando cominciava quella trasformazione? Con il lavoro domestico? Con le gravidanze? Con le mazzate?” – (da STORIA DEL NUOVO COGNOME di Elena Ferrante).

In me l’anima c’era della meretrice

della santa della sanguinaria e dell’ipocrita.

Molti diedero al mio modo di vivere un nome

e fui soltanto una isterica.

(da LA GAZZA LADRA di Alda Merini)

Mia madre Zakia, che tutti chiamavano Nadia, ha preso il suo ultimo treno quando io avevo 5 anni. Si è suicidata, dandosi fuoco. Ma il dolore era una fiamma lenta che aveva cominciato a salire e ad annerirle i vestiti quando era solo un’adolescente. Il suo corpo era qualcosa di cui voleva liberarsi, era stato la sua tortura. Perché mia madre Nadia fu stuprata e brutalizzata due volte: a 13 anni da un uomo e poi dal sistema che l’ha costretta al silenzio, che non le ha consentito di denunciare. Le ferite sanguinano di più quando non si è creduti. L’uomo che l’ha violentata per anni, il cui ricordo incancellabile era con lei, mentre le fiamme mangiavano il suo corpo, aveva le chiavi di casa”.

(Testo del monologo di Rula Jebreal – letto durante una delle serate di Sanremo 2020)

Quando si parla del corpo delle donne, violato, abusato, mi prende una fitta allo stomaco, una rabbia, una voglia di urlare contro chi se ne approfitta, contro chi distrugge un fiore, una cosa bella e delicata con una violenza senza pari, una violenza doppia di chi non solo commette un deplorevole reato ma cerca anche di giustificarsi ribaltando il contesto, prendendosi delle ragioni impossibili, ma che vengono credute dalle altre bestie come loro. Essere donna ed essere credibile come donna, senza entrare necessariamente in altri cento ruoli, la MADRE, la FIGLIA, la SORELLA, l’AMANTE, è una cosa che viene resa difficile (dagli altri, da quelli che giudicano e che puntano il dito). Grande potere alle meretrici, se ci si pensa, categoria che seppur insultata ha sempre goduto di una forza nascosta, resa possibile certo dal riuscire (in modo spesso anormale) ad annullare il proprio corpo, a depersonalizzarsi, ad estraniarsi (non sono io quella che giace con quel porco ma da quel porco prendo i soldi, perché… per mille perché diversi, sicuramente non perché mi piaccia). Le prostitute che sono state per le mogli legittime, le ALTRE, ma le ALTRE con lo scettro. Per poter tenere sotto scacco gli uomini le donne si sono dovute fingere serve del sesso, per essere invece le veri amazzoni delle lenzuola, quando a letto ogni potere cessa di esistere e le fragilità dell’uomo vengono a galla, con tutti i difetti e le particolarità anatomiche, a volte anche imbarazzanti. L’uomo che riesce a usare la violenza con il corpo di una donna che si oppone ma se ne è succube, diventa lo schiavo stesso di chi ne ha fatto un’arte ed un lavoro, arrivado chirurgicamente dove solo la cruda verità può arrivare. E così, sotto le lenzuola, sono pari, uomini e donne, non c’è chi comanda chi, ma per la società è lui che dovrebbe comandare e così cerca di fare, di portare avanti questo ruolo di “capo”. La donna che vuole essere libera paga il prezzo della sua libertà finendo con l’odiare la parte di se stessa che non avrebbe scelto con consapevolezza ma che gli verrebbe imposta dalla cultura, dalla società, dal costume. Una donna solo donna, fa paura. Una donna bella non può che essere facilmente manovrabile perché non brillerebbe di intelligenza. La donna può essere il diavolo, la strega, quella che ammalia gli uomini e fa perdere loro la testa, tanto da doverne giustificare gli atti violenti (si tratta di legittima difesa, dal male, ma quale aggressione?, protestano gli uomini-bestia). Essere una bestia e non un uomo dipende da gravi disturbi mentali, ma anche da un’educazione sbagliata su quello che è una donna. Una donna è un essere umano e non è ammessa la violenza, non ha nessuna giustificazione, non una gonna corta, né un taglio di capelli, né uno sguardo, nulla… E su questo principio il codice dovrebbe essere ancora più duro: perché lo stupro e le botte, le minacce, l’acido, sono lesioni gravissime che colpiscono il corpo, la psiche soprattutto e compromettono la dignità di una persona che si vede tacciare anche di “istigatrice”. Mi dispiace dover ammettere che di questo passo le donne non vorranno più generare figli, per non creare dei mostri, per non essere schiave, per non doversi inchinare al proprio magnaccio, benefattore, custode, carceriere. Ma riconosco che uscire fuori da questa logica rende noi donne delle reiette, che si riuniscono in clan di femmine arrabbiate, così veniamo definite, e che la società tende ad “isolarci”, o ad additarci come quelle diverse. Essere donna oggi è difficile. E così, io che vivo ancora di categorie, che mi definisco donna, etero, non una santa e nemmeno una p…… quasi quasi li capisco questi ragazzi che oggi vanno e vengono, da un genere all’altro, senza fare troppi distinguo ma dicendo solo di AMARE. Mi sembra che qui la differenza sia solo tra chi ha il potere e chi lo subisce, chi ama e chi odia, chi è buono e chi non lo è… Cerco di navigare a vista, cerco alleati (uomini e donne) per un tempo di pace. Chiedo di essere lasciata in pace nel mio essere come sono, semplicemente perché sono un essere umano e che nel mio essere libera, finché non ledo alcuno, io possa compiere le scelte più giuste per me, per come sono i miei desideri e non per come lo impone la società. Signore carissime, cercate di essere sempre quello che volevate essere. Un abbraccio collettivo, al “genere” delle persone… e le bestie feroci che si possano estinguere al più presto con una bella educazione del rispetto altrui, della gentilezza, dell’umanità, dell’eleganza e della bellezza, perché il corpo umano (delle donne e degli uomini) ha una sua intrinseca bellezza e ci si deve prendere cura di esso, il contenitore più sacro che ci sia, in quanto contiene l’anima degli individui che compongono il mondo che viviamo.

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