Con un filo di voce

Non è facile spiegare a qualcuno come si fa a scrivere”, ha affermato Erri De Luca in una delle interviste che mi è capitato di leggere su di lui.

Altrettanto difficile è spiegare cosa è scattato in me con la lettura di uno dei suoi numerosi libri: “Tre cavalli”.

Avete presente quell’ansia che vi prende quando non vedete l’ora di rivedere quel viso, di risentire quella voce, quel profumo?

Ecco, è questo che mi è successo. E se questa ansia cerco di spiegarla con le parole, non mi riesce.

Potrei dire di essermi innamorata, sì; se delle parole ci si può innamorare.

Perché le parole si fanno voce negli scritti di Erri De Luca. Hanno quel non so che senza il quale non è possibile appassionarsi ad un autore: una sonorità inconfondibile. E anche se il concetto può sembrare effimero quanto un soffio, è imprescindibile come un marchio che alcuni libri hanno e altri no.

Con il suo stile cadenzato, fatto da “frasi non più lunghe del fiato che si utilizza per pronunciarle”, l’autore nei suoi libri dà voce ad un’umanità schietta, sincera anche nei momenti di sofferenza o di pericolo. 

La sua scuola principale è stata la lettura, afferma.

E nei suoi scritti si percepisce tutta la sua esigenza di raccontare. Di tramandare le storie con cui è cresciuto, che si è portato appresso, le quali vengono arricchite di esperienze di vita personali, spesso principali protagoniste dei suoi libri. Si tratta di parole e storie che ci lascia quindi in eredità.

Racconti di pietra e di rivoluzioni”, li definisce e sovente si tratta appunto di storie di resilienza in cui l’io narrante, con un filo di voce, sublima l’esistenza.

Tra i tanti titoli che ho letto, alla fine ho scelto di presentarvi “Tre cavalli”. perché già dall’incipit ha attirato tutta le mia attenzione: 

Leggo solo libri usati.          

Li appoggio al cestino del pane, giro pagina con un dito e quella resta ferma. Così mastico e leggo. 

I libri nuovi sono petulanti, i fogli non stanno quieti a farsi girare, resistono e bisogna spingere per tenerli giù. I libri usati hanno le costole allentate, le pagine passano lette senza tornare a sollevarsi. Così alla trattoria di mezzogiorno mi siedo alla stessa sedia, chiedo minestra e vino e leggo.”

E il prosieguo è un racconto passionale.

Titolo: Tre cavalli

Autore: Erri De Luca

Editore: Feltrinelli

ISBN: 9788807015632

“C’è in me quello che si trova in molti uomini del mondo, amori, spari, qualche frase piena di spine, nessuna voglia di parlarne. Siamo dozzina noialtri uomini. Speciale è solo vivere, guardarsi di sera il palmo di mano e sapere che domani torna fresco di nuovo, che il sarto della notte cuce pelle, rammenda calli, rabbercia gli strappi e sgonfia la fatica.” 

C’è una Lei e una Storia che il protagonista si è lasciato alle spalle; un debito con il passato ancora da pagare e un amico che inaspettatamente viene in aiuto. 

È una di quelle letture che si riesce a fare tutte d’un fiato.

Ciò che mi ha colpito di più è proprio la figura del protagonista: un uomo forte e sensibile, allo stesso tempo carnale e spirituale. Un essere abbrancato alla terra, alla roccia, alle fronde degli alberi e al contempo rivolto all’azzurro del cielo, al soffio del vento, portato dal moto ondoso del mare.

Me lo son visto lì accanto, quando seduta con il libro in mano, anziché leggere  la sua storia, mi è sembrato di ascoltarla. Ad ogni punto e tra le righe, anche il silenzio si è espresso, se non più, tanto quanto le parole.

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